Tra fascino e storia

            
 Sorrento è gentile, un sospiro d’amore. Voluttuosa e bella, nel cuore se ne va. È un tesoro, il suo mare luccica e tutti fa incantare.
Innumerevoli celebri canzoni hanno espresso i sentimenti che la nostra città è in grado di far vibrare. I colori e le forme del paesaggio, il profumo dei fiori d’arancio e di limone, il romanticismo delle pagliarelle dei contadini e la delicatezza dei gozzi dei pescatori: da millenni Sorrento ispira emozioni che ogni artista ha tentato di trattenere nei suoi versi o nelle sue pennellate.
Terra delle mitiche Sirene cui solo l’astuto Ulisse riuscì a resistere, questa Penisola fu amata prima dai Fenici e dai Greci, poi dagli antichi Romani. La lucente aristocrazia di quei tempi scelse le nostre coste per edificare magnifiche ville poste in contemplazione di Capri e del Vesuvio. Ma lo stesso impianto urbanistico di Sorrento in cardi e decumani, tuttora ricorda quell’epoca di splendore.
Passeggiando lungo le stradine del centro, dall’architettura dei palazzi più antichi traspare il ricco passato e la fervente cultura della città. Archi e mura in tufo, impianto stradale a scacchiera, arcaiche cisterne dell’acqua e poi, viaggiando nei secoli, mura cinquecentesche di difesa, sedili nobiliari affrescati artisticamente, cupole maiolicate, campanili e chiese in stile romanico e barocco… Ogni angolo dell’originaria Surrentum racconta il fasto e il prestigio di un luogo che da sempre è ammirato e sognato.
Oggi, camminare per Sorrento equivale a leggere un libro di storia, a sfogliare le pagine di un racconto di panorami che ha ispirato poemi e poesie, romanzi e canzoni, dipinti e intarsi. Solo l’armonica fusione tra gusto e tradizione ha potuto suggerire opere d’arte conosciute e apprezzate in ogni dove. Quelle dell’eterno Torquato Tasso o dell’indimenticabile motivo di “Torna a Surriento”, ma anche le opere di James Joyce, Francis Marion Crawford, Friedrich Nietzsche, Norman Douglas, Lev Tolstoj, Henrik Ibsen e così via, in una lista che potrebbe continuare per molte pagine.
Ma Sorrento non è solo un bel ricordo. È, soprattutto, un vivace presente. La vita semplice e serena che vi si svolge mantiene quell’aura di fascino e delicatezza che l’ha resa celebre nel mondo. Le botteghe di fruttivendoli e artigiani si alternano alle boutique di stilisti e artisti di primo piano. I turisti si mischiano agli abitanti in un abbraccio che anno dopo anno rende la città più aperta e cosmopolita. E in questo dialogo tra generazioni e culture, altrettanto forte resta il senso di appartenenza che la nostra comunità esprime in alcune occasioni speciali: la festa del Patrono Sant’Antonino Abate, l’esposizione degli artistici Presepi natalizi o l’incedere solenne delle Processioni pasquali degli Incappucciati.
Nel nuovo millennio la malìa di Sorrento continua ad incantare: suggestione, fascino e delicatezza sono ancora il suo segreto più visibile e irrinunciabile.
È questa la particolare alchimia che potete ritrovare al Ristorante Tasso, nel centro della nostra città. Affacciato
sulla piazza principale di Sorrento, a pochi passi dalle incantevoli terrazze sul mare che hanno ispirato Enrico Caruso e Lucio Dalla, il nostro locale è un angolo di emozione in una terra che fa vibrare i sentimenti: il luogo ideale per celebrare le vostre occasioni speciali.